Giotto
Il miracolo della sorgente
"Il beato Francesco ascendendo un monte in groppa all'asino di un povero uomo, poiché era infermo, per quest'uomo che si sentiva morire dalla sete, pregando, fece scaturire, da una pietra, dell'acqua che né prima vi era stata né poi fu più vista".
Questo affresco ha nell’altezza la stessa dimensione dei precedenti, è però più stretto; si trova sul lato sinistro della contro facciata.
Francesco occupa il centro del quadro; inginocchiato, rivolge al cielo la sua preghiera, anzi una supplica intensa; l’atteggiamento, le mani, lo sguardo, esprimono la certezza che questa sua supplica sarà esaudita.
Due alture rocciose scendono in aspro pendio, in stile bizantineggiante, e si incontrano al centro della scena dietro la figura di Francesco. La montagna sinistra è dipinta in colore scuro, quella destra è più chiara; così risalta meglio, sullo sfondo della montagna più chiara, la figura di Francesco nel suo abito scuro.
Sul lato sinistro sono dipinti, dietro un asinello sellato, due compagni del santo che si guardano meravigliati. La ragione del loro stupore è visibile sul lato destro in cui è rappresentata una sorgente; un contadino si trascina, ventre a terra, a questa sorgente e beve avidamente l’acqua rinfrescante.
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